L’adolescenza dell’artista incompreso

Posted on settembre 17, 2007

4


Bello e romantico oggi a raccontarsi ma un’incubo nella realta.

Infatti l’incomprensione familiare si acutizzò sempre di più arrivando nel non essere mai più risolta,anzi, si  aggravò con il passar degl’anni.

Essendo infatti in me forte quell’ardore incompreso, qualsiasi cosa io intraprendessi sotto la spinta, l’obbligo familiare, risultavo essere una persona  assente.

Una persona di scarso rendimento e scarsa applicazione, in altre parole un fallito sul nascere :):)

Mia culpa,mia culpa,certo, io non sono una persona aggressiva, perche, lo potrei scoprire scrivendo, in ogni caso io non seppi impormi quando ero un bambino, un’ adolescente.

Non riuscì nell’impormi e lasciarmi frequentare un istituto d’Arte .

Del resto avevo già dimostrato la mia scarsa attinenza con la scuola.

Quindi fù veramente impossibile per me riuscire ad identificarmi in quell’ambito familiare.

È brutto, è un’incubo sentirsi diversi e non sapere il perche, non avere il giusto aiuto, comprensione intorno a se .

Se è vero che le crisi adolescenziali fanno parte dell’esistenza, si figuri il mio dramma in cui le crisi sono un surrogato dell’incomprensione familiare.

La mia diversità repressa, la mia esigenza di navigare con e nell’arte era ai primordi, una pulsazione sconusciuta.

Si figuri, si immagini quindi tra le già consuete pulsazioni giovanili che fanno fatica nell’essere catalogate nel sesso, nella definizione del piacere sessuale,  il famoso incubo di essere etero o homo, i dubbi dell’adolescenza insomma amplificati al massimo, perdendo inutile tempo nel cercare se quella mia diversità fosse sessuale o cosa altro fosse !!!!!!!!!!!

Infatti non avendo intorno a me una giusta cultura non ero in grado di capire che fossi un’artista .

Cosi praticamente passò la mia adolescenza, il sesso lasciò il posto all’analisi che tutto  il male provenisse dal famiglia ma senza saperne  il motivo principe, cioè la mia repressione nell’ambito artistico .

Iniziò quindi un lungo periodo in cui la mia disattenzione dal reale non fù  più motivata dalla repressione artistica ma dalla concentrazione nel capire a ritroso cosa fosse accaduto in famiglia, sperando di sbrogliare la matassa in tempo.

Ho analizzato cosi me, mio padre ed il padre di mio padre, la loro storia, mia madre , sua madre e la sua storia, la storia della mia famiglia, anni ed anni di studio e di ricerca.

Arriviamo cosi verso i miei 24 anni più o meno.

Inconsciamente e senza controllo inizia in me nell’agire una dinamica scevra dai problemi mensionati sino ad ora, infatti è più o meno in questa data che la musica riprende  il comando della mia vita.

Pur nel mare dell’incomprensione, riprendo con una forza disperata la via dell’arte e dell’armonia.

Da quegl’anni documentati da registrazioni audio iniziano le prime sperimentazioni electro\elettroniche  destinate ad una pubblica esecuzione.

Un progetto che perdura per alcuni anni è “Waiting Moments”.

La mente era il  sottoscritto, la voce era Maria Adealide D’andrea e tutto intorno a noi  c’era un movimento di persone vicine alla musica ed al mondo dell’arte anche se in modesta misura.

La mia mente mi inganna al momento non ricordo se il 1985 o 86 o 87,scusate, il duo Waiting Moments si esibi in un rocambolesco non per eccellenza ma per uso di strumentazioni allo limite del possibile :):):), di un rocambolesco concerto di electronica sperimentale !!!

Sono confuso al momento perche nello stesso tempo nascevano delle sperimentazioni trasversali che mi portavano ad esibirmi in concerti o presunti tali con altre  formazioni più o meno improvvisate.

Tutto questo però in fondo era “maledetto” dal mio background familiare, infatti continuavo nell’elaborare dati più del normale al fine di risolvere questa sensazione di fastidio che mi perdurava, una sorta di “felicità maledetta “.

È infatti nel 1988 o 87 ( scusate),  che scrivo una lettera sunto, da dare a mio padre con l’intento di innescare,scatenare qualsiasi cosa purche si fosse giunti ad un risolvimento della situazione.

Se si è persi in mezzo al mare, potrebbe accadere di veder avvicinarsi a se un’oggetto galleggiante che però al momento in cui si è li pronti per aggrapparvisi….. l’oggetto affonda perche non sopporta altro che il suo peso !!!!

Non cosciente di ciò infatti feci presente della lettera, la feci leggere a mia madre e mia sorella, prima di consegnarla a mio padre.

Non sveglio a tal punto  infatti non capì la reazione di mia madre e mia sorella che  mi consigliarono di netto… di non farlo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Io che  intanto  sembrava che tutto comunque mi andasse, apparte il mio stato d’animo interiore, credetti che comunque avendo io raggiunto una conoscienza dei fatti, forse si, la lettera era meglio non darla a mio padre .

In ogni caso da quel momento in poi dedicai tutto me stesso alla musica e l’espressione o comunicazione artistica.

È da ricordare e da tenere ben presente che comunque ben anche io abbia inziato nel 1984 nel ricomporre musica e ben anche vivendo in un paesetto tutti sapevano che mi facevo si le droghe,si le canne ma che stavo sempre tutto il giorno suonando o da solo o con qualcuno,la mia famiglia e le mie sorelle mai e poi mai che abbiano valutato il fatto o fatto reale il dato che io fossi un’artista !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Se il  mio primo concertino avvenuto negl’anni 70′, fini male perche il palco era sotto le finestre della mia famiglia ed erano chuse a doppia mandata perche mio padre se avesse potuto avrebbe sparato a tutti, non poteva sopportare nulla e tanto meno la felicità delle persone , si figuri poi se la mia famiglia mai più aprì questo discorso.( a tutt’oggi la mia famiglia o quello che resta della mia famiglia originale non ha idea di chi io sia).

Mai uno di loro è venuto ad un mio concerto, non sanno neanche quale musica io produca !!!!!!!!!!!!!!!!!

A dopo……

Annunci